Carnet de Voyage - Monterubbiano - Italie, Marche - 2012/13







Compendio
L'artista francese Gabrielle Thierry espone alla Fondazione Diverso Inverso i suoi acquerelli di Monterubbiano nati da un taccuino di viaggio realizzato nell'Agosto 2012; sono l'espressione di un esperienza estetica : la percezione del villaggio come sinfonia di colori.

In quanto pittrice, Gabrielle ritrascrive sulla tela la musica che percepisce nel paesaggio. Il paesaggio diventa uno spazio musicale. Gabrielle lo dipinge con un vocabolario di colori e di forme evolutosi dopo anni di ricerca sulla rappresentazione della musica. In questi acquerelli delle vie di Monterubbiano, le sue composizioni colorate fanno appello ad un linguaggio personale che mescola emozione ed interpretazione formale. I ritmi dell'architettura e giochi di luce sono al centro della composizione di questi piccoli formati. Cento anni dopo il rumoroso Manifesto futurista italiano su "suoni di pittura, rumori e odori" Gabrielle Thierry si inserisce in questo movimento ancora moderno. Il borgo di Monterubbiano in questo caso è per lei una grande fonte di ispirazione. In questa occasione, Gabrielle Thierry inoltre presenterà alcuni spartiti raffigurati tramite i colori delle Ninfee di Claude Monet. Una interpretazione musicale e pittorico realizzato nel Museo Orangerie di Parigi.
La musica Euro Teodori, di Mario Castelnuovo-Tedesco, ... interpretato dal chitarrista Giuseppe Ficara, in occasione di questa mostra offre una nuova esperienza, la possibilità di scoprire i colori e le forme della sua armonia. La mostra / concerto avrà luogo a Monterubbiano, per cui il pubblico è invitato a passeggiare per le vie del paese, alla ricerca di proprie emozioni estetiche e musicali.

Paesaggio e Musica ... in pittura,
e qualche riferimento

In alcuni paesaggi, sento una musica molto particolare, l'emozione è la stessa che mie ne crea l'ascolto. Come artista, dipingendo il paesaggio è rappresentarne lo spazio con i suoi ritmi e la suamusica. Questo approccio consente di porsi la questione della rappresentazione della musica e si inserisce in realtà in una vexata quaestio che fa riferimento a un fertile campo d'indagine: quello delll'interazione delle arti. Le influenze si esercitano in realtà in entrambe le direzioni in quanto sia dal paesaggio che dal dipinto potrebbe derivare una rappresentazione musicale. Ma è la rappresentazione del colore dei suoni ovvero una trasposizione, attraverso un gioco di colori e forme, dell'emozione stessa di ascoltare la musica ? Molti sono coloro che, contemplando un dipinto con un profondo blu o un arancione brillante, vi hanno colto l'evocazione di un suono, di un timbro o di un'armonia. Potremmo provare a collegare le opere di Cézanne, Turner e Kandinsky, a una melodia o una composizione musicale? Per me, l'emozione nata dall'ascolto di una Fantasia di Schubert evoca appunto un paesaggio colorato, ovviamente molto diverso dallo "spartito colorato" associato ad esempio alla Fantasia in sol maggiore di J.S. Bach.
L'intimo rapporto della pittura con la musica è svelato fin dai tempi antichi. Secondo Platone e Aristotele, pittura e musica discendono entrambe dal principio comune della mimesi, o imitazione della natura. Per l'architetto e umanista fiorentino, Leon Battista Alberti :
"I numeri che hanno il potere di rendere l'armonia dei suoni piacevoli per l'orecchio sono esattamente gli stessi di quelli che riempiono i nostri occhi e la mente di un meraviglioso piacere"
Nel corso dei secoli, negli ambiti della filosofia, delle scienze umane, della matematica e delle scienze naturali, i testi si sono moltiplicati, affrontando questi problemi. I due esempi riportati qui di seguito permettono di puntualizzare il seguente postulato: il paesaggio è una musica colorata.
Nel XVII secolo, Roger Pile, grande sostenitore di Rubens dichiarò: "Nelle varie specie di colori, e e nelle varie tonalità di luce utilizzate per dipingere, c'è un armonia, una dissonanza, almeno quanto ve ne è in una composizione musicale..."
Nello stesso periodo, Pietro Testa riteneva che le regole dell'armonia nella musica aiutano a comprendere quelle dei colori. La Francia non è da meno con Félibien (per citarne uno tra i tanti), che esige dal "pittore perfetto" che "nella distribuzione dei suoi colori vi è sia accordo che produca lo stesso effetto per l'occhio di quanto fa la musica per le orecchie"
La tradizione continua e si rafforza con i romantici, per i quali è per grazia di una proiezione empatica della natura che essa si trasforma in paesaggio interiore.
"La contemplazione di un luogo è equivalente alla esecuzione di un brano di musica", ha scritto il compositore Carl Maria von Weber. Questa dimensione spaziale si ritroverà anche in Baudelaire:
"Quello che sarebbe davvero sorprendente è che il suono non potesse suggerire il colore, che i colori non potessero dare l'idea di una melodia, e che il suono e il colore fossero inadatti a tradurre le idee: cose che in realtà erano state espresse da una analogia reciproca, dal giorno che Dio definì il mondo come un insieme complesso e indivisibile."

Delacroix ha scritto nel suo "Giornale" del 9 aprile 1856:
"Si arriverà un giorno a eseguire sinfonie mentre si presentano dei bei quadri, al fine di aumentare la percezione".

Il XX secolo fa proprio a sua volta questo concetto di corrispondenze tra le arti con Kandinsky, Klee, Kupka che avevano, per lo più, un rapporto intimo o stretto con la musica. Paul Klee era un violinista prima di dedicarsi alla pittura, Kandinsky ha frequantato a lungo Schoenberg, e il ravvicinamento delle arti è la base delle teorie del Bauhaus. Questo approccio - si può parlare di fenomeno? - A volte ribattezzato sinestesia, è stato studiato anche dai futuristi nel Manifesto "Pittura dei suoni, rumori e odori" Così, Carlo Carrà scrisse:
"Il significato della costruzione dinamica (insieme polifonico architettonico) come soggetto universale e sola ragion d'essere dello stesso quadro. Quando si parla di architettura si pensa a qualcosa di statico, il che è falso. Piuttosto, crediamo a un'architettura simile all'architettura dinamica musicale creata dal musicista futurista Pratella."

Le citazioni successive sono presentate come un invito ad esplorare questi paesaggi, musiche e la pitture, che tanto hanno influito come unità di emozione.

©Gabrielle Thierry - Traduzione Giusepe Ficcara - 2013
Ritratto
Gabrielle Thierry dipinge da oltre 10 anni. Il suo lavoro si è presto orientato sulla ricerca e la rappresentazione dei Rythmes del paesaggio.
La questione della musicalità del paesaggio e della sua traduzione pittorica si è progressivamente imposta. L'artista sviluppa la sua ricerca nello sforzo di apprendere e di tradurre le interazioni tra colori/forme e note/composizione musicale giungendo alla decisione dii dipingere direttamente immersi nella musica per produrre la serie delle Phrases Musicales. Da allora, con questo nuovo linguaggio, Gabrielle Thierry cerca la ricomposizione del paesaggio con la sua musica nella sua serie di Variazioni. Una selezione di opere Rythmes, Phrases Musicales e Variations è visionabile su www.mgbook.com.

Nel 2010, ha riscoperto le Ninfee di Claude Monet al Musée de l'Orangerie di Parigi come paesaggio musicale e ha deciso di estrarne la loro musica a suo modo, pittoricamente. Si è trovata di fronte alle Ninfee come di fronte a un paesaggio già noto e che ha ispirato i suoi primi paesaggi, quello delle rive della Senna in Andrésy 30 km da Parigi, dove risiede. La sua ricerca ha portato alla rappresentazione di un nuovo paesaggio di ninfee, in uno spartito di colore la cui interpretazione è pronta ad essere eseguita. Estratti su: www.waterliliespaintingmusic.com

Durante le mostre e le conferenze tenute dal 2008 (Università di Parigi-Sorbona, Università Paul Verlaine di Metz e Centre de la Musique Romantique Française al Palazzetto Bru Zane di Venezia), e all'occasione dei concerti che accompagnano le mostre delle sue opere, il pubblico ha avuto modo di scoprire l'interpretazione pittorica della musica. Partendo dal suo lavoro, offrendo una esperienza estetica unica nella convergenza e corrispondenza delle arti, si è venuta accostando alle visioni originali dell'astrazione e della sinestesia teorizzate da W. Kandinsky nel quadro del Blaue Reiter.


Traduzione Giusepe Ficcara

© MG Thierry
Affiliation à la Maison des Artistes n°V223306 - SIRET 484 139 738 00013

www.gabriellethierry.com